LATERZA
L'agro di Laterza parte da un'altezza di circa 340 metri sul livello del mare -dalla diramazione appenninica del barese (detta Murgia) nei gradi 2, 32, 37 di longitudine orientale e 40, 23, 20 di latitudine boreale- e degrada con il suo profondo canyon (denominato Gravina) e con Ginosa verso il golfo jonico.
L'estensione territoriale del Comune di Laterza copre un'area pari a 160 Kmq e la sua popolazione residente conta circa 15.070 anime. Nonostante sia ad una quota discretamente elevata, Laterza è adagiata in un luogo protetto da colline che ne limitano il suo orizzonte. Il viaggiatore, infatti, soltanto quando è giunto nelle prossimità dell'abitato, può scorgerla improvvisa e mirabile come perla in uno scrigno.
Le origini di Laterza si perdono nella notte dei tempi, a fornirne l'evidente prova vi sono i ritrovamenti emersi dai lavori di scavo effettuati nel 1965 in una necropoli risalente al 2000 a.C. in località Candile.
Diverse sono le tesi in dibattito sull'origine del nome di Laterza, ma una sembra meglio accreditarsi: quella secondo cui il nome del Comune derivi dai Laertiadi (soldati di Laerte, re di Itaca e padre di Ulisse) che, nel 1150 a.C., a seguito della guerra di Troia, giunsero in questi luoghi fissandovi definitiva dimora e civilizzando i pochi aborigeni presenti. Ai greci seguirono i romani e un lungo avvicendarsi di dominazioni materane, borboniche, normanne e saracene; fino all'era feudale dei nobili di Spagna, D'Azzia, i cui segni indelebili del loro passaggio consistono principalmente nel Palazzo Marchesale, la Fontana medievale e la Cantina spagnola.
Fino dalle epoche più remote Laterza è stata un originale centro di attività ceramica, come testimoniano i numerosi reperti rinvenuti appartenenti all'età della Magna Grecia, a quella Romana e a quella Medievale. L'arte figulina laertina, definita maiolica artistica, ha conosciuto il suo massimo splendore tra il XVII e il XVIII secolo. Sono proprio di questo periodo le testimonianze storiche più vivide dei ceramisti laertini i cui manufatti sono esposti nei maggiori musei italiani ed esteri.
La storia documentata del Comune riporta che Laterza, sino dall'antichità, si è distinta per la pastorizia tanto che, nel medioevo, divenne punto di riferimento territoriale per la produzione laniera e la concia delle pelli. Sicché, di conseguenza, ebbe a svilupparsi un mestiere, quello del wuccjire ovvero il Macellaio. Una professione costituita essenzialmente da due attività: quella commerciale, rivolta alla vendita al dettaglio e quella artigianale dedita, appunto, all'arte dell'arrosto delle carni nei famosi fornelli in pietra, tutt'oggi in uso e largamente graditi da laertini e forestieri. Uno dei prodotti tipici della gastronomia laertina è senza dubbio il Pane di Laterza - divenuto ormai famoso in tutta Italia per la sua bontà e squisitezza - cotto nei tradizionali forni a platea fissa, fatto di "chianche" (speciale pietra refrattaria), con legna di quercia, di ulivo o di macchia mediterranea (lentisco e terebinto), tutte essenze particolarmente aromatiche. (guarda il video sui prodotti tupici)

sito istituzionale
www.comune.laterza.ta.it
D'obbligo una visita alle antiche fornaci del centro storico ed ai laboratori dei ceramisti locali per apprezzare le tipiche maioliche artistiche. Elemento caratterizzante la maiolica laertina è l'elegante stesura cromatica, prevalentemente turchina su smalto bianco con sobri interventi di giallo e verde. La ceramica laertina è tutelata dal marchio CAT "Ceramica Artistica Tradizionale" istituito nel giugno del 1997 con decreto del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato.
Da visitare
Palazzo marchesale
Gravina di Laterza
Centro Storico




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